il nostro Mare e la nostra Costa - Associazione Turismo & Pesca Magna Magna Grecia

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il nostro Mare e la nostra Costa

 
BREVE DESCRIZIONE DEL NOSTRO MARE
E DELLA NOSTRA COSTA.

 
Il litorale della costa jonica lucana è lungo quasi 40 km[1] ed è compreso interamente dalla provincia di Matera, traMetaponto e Nova Siri. La costa jonica si presenta bassa sul livello medio del mare e di ampiezza variabile di circa 20 metri dalla battigia, caratterizzata da sabbie medio-fini e da un profilo dunale in continua erosione. Nell'entroterra, per un'area di circa 800 km², si estende la piana alluvionale del metapontino, attraversata dai cinque fiumi lucani che sfociano nel Mar Ionio: il Bradano, il Basento, il Cavone, l'Agri e il Sinni. Procedendo lungo il litorale, da nord-est verso sud-ovest, si incontra, al confine pugliese, il lago Salinella, unico lago salmastro della zona, situato alla foce del fiume Bradano. Continuando in direzione sud-ovest, il cordone di duna, conduce al margine della Riserva Statale di Protezione di Metaponto (240 ettari) tra le foci dei fiumi Bradano e Basento. Vicino a questa è la Riserva Statale biogenetica di Marinella Stornara (45 ettari) che fa parte dei boschi sperimentali per l'inclusione nel libro dei boschi da seme. Le pinete retrodunali continuano, quasi ininterrottamente, nei territori comunali di Pisticci e di Scanzano Jonico. In quest'ultima località, l'area di foce del Cavonegenera un'ulteriore area umida di rilevante interesse botanico e ornitologico. Tuttavia il centro di interesse dell'avifauna migratoria è rappresentato dalle vasche salmastre dell'ex Ittica Val d'Agri. Verso il confine con la Calabria si trova il Bosco di Policoro il quale costituisce un'altra delle Riserve Regionali. In particolare il bosco di Policoro rappresenta l'ultimo lembo di un'estesa foresta planiziaria che un tempo era compresa tra le foci dell'Agri e del Sinni e si spingeva fin nell'entroterra collegandosi ai boschi che risalivano le colline verso i monti del Pollino.Il mar Ionio, secondo la leggenda, prende il nome da Ionio, figlio di Durazzo, nipote a sua volta di Epidamno figlio di Poseidone. Fu ucciso erroneamente daEracle nello scontro con i fratelli Durazzo. Così che si diede il nome al porto di Durazzo, alla città di Epidamno e al mare di Ionio. L'attestazione della dizioneΊώνιoς κόλπoς è riportata fino al IV secolo a.C. e designava proprio quel tratto di mare che separa la Grecia dall'Italia.[1] Studiosi sostengono che il nome derivi dalla parola proto-illirica "jonë", che in albanese ha il significato di nostro, quindi "Deti Jonë" (Mare Nostro).
 
Il mar Ionio è il bacino più profondo del Mediterraneo, infatti raggiunge in più punti una profondità di 4 000 m e tocca i 5 270 m nella fossa Calypso, a sud ovest del Peloponneso (36°34′N 21°07.44′E).
 
Vi si affacciano le regioni italiane di Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, la prefettura albanese di Valona, le periferie greche di Epiro, Isole Ionie, Grecia Occidentale e Peloponneso. Sul golfo di Corinto si affacciano inoltre le unità periferiche diFocide e Beozia (periferia della Grecia Centrale) e Attica Occidentale (periferia dell'Attica). A quest'ultima periferia appartiene infine il comune di Cerigo, costituito dalle isole di Cerigo e Cerigotto, convenzionalmente poste anch'esse nel mar Ionio.
 
Le principali insenature sono, nella parte italiana, quelle di Taranto, di Squillace, di Catania; nella parte orientale quelle diArta, di Patrasso, di Corinto, d'Arcadia, di Messenia, di Laconia.
 
La parte centrale dello Ionio è libera da isole, e queste mancano anche sul lato occidentale (se si escludono piccoli isolottilungo la costa italiana), mentre sul lato orientale si succedono le Isole Ionie, alcuni isolotti in prossimità del Peloponneso (daProti a Cervi), Cerigo e Cerigotto.
 
È collegato
 
     
  • al mar      Tirreno tramite lo Stretto di Messina;
  •  
  • al Mar      Libico attraverso una linea di confine che da Capo Passero,      in Sicilia, arriva fino all'isola di Creta. In alternativa,      l'Organizzazione idrografica internazionale riconosce come limite      meridionale del mar Ionio il tratto da Capo Passero aCapo Matapan in      Grecia[4]. Il servizio meteorologico italiano Meteomar pone il      confine meridionale lungo il 35º parallelo, dall'isola di Creta fino al      meridiano passante per Capo Passero[5];
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  • al mar      Egeo attraverso il canale di Corinto, e – più a sud – tramite      una linea di demarcazione compresa fra capo      Maleanel Peloponneso e l'isolotto di Agria, di fronte a      capo Busa (Vouxa) sull'isola      di Creta (35°37′42.03″N 23°35′44.91″E);
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  • al mare      Adriatico tramite il Canale d'Otranto, ossia lo stretto di mare      fra Capo Linguetta, sulla costa albanese, e Punta Palascia,      sulla costa italiana. Confini convenzionali fra Mar Ionio e Mar Adriatico.
 
Riguardo alla linea di demarcazione tra Ionio e Adriatico, occorre precisare che esistono altre due convenzioni nautiche, che per esigenze di semplificazione seguono le linee dei paralleli e dei meridiani, discostandosi quindi dalla definizione fin qui data. In particolare:
 
     
  • ai fini      meteorologici (Meteomar) e delle Informazioni Nautiche degli Avvisi      ai Naviganti, il limite marittimo tra Adriatico Meridionale e Ionio      Settentrionale è dato dal 40º parallelo nord (linea B in figura): sulla      costa italiana corrisponde a Punta Mucurone nei pressi      di Castro: 40°00′00″N18°25′48″E
  •  
  • per i      restanti Avvisi ai Naviganti (portolani, fari e      fanali, Navarea III, ecc.) il limite convenzionale fra costa ionica e      costa adriatica è invece posto aSanta Maria di Leuca (Punta Mèliso) a      18°22' E.
 
L'Organizzazione idrografica internazionale, in coerenza con quest'ultima definizione, pone il limite meridionale dell'Adriatico lungo la linea immaginaria che va da punta Mèliso a capo Cefalo (39°45′07.31″N 19°37′45.5″E) sull'isola di Corfù (linea C in figura). Tra l'isola di Corfù e la costa albanese, il limite segue poi la linea da capo Karagol (39°45′14.6″N19°56′43.47″E) fino alla foce del canale di Vivari (39°44′29.22″N 19°59′22.91″E), nei pressi di Butrinto[6]. Quest'ultima convenzione comporta che la costa settentrionale dell'isola di Corfù e le isole Diapontie sarebbero bagnate dal mar Adriatico.



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